Comunicato del Presidente
sulla fine della collaborazione scientifica
con l’Università di Napoli “Federico II”
“stracciato” dalla Soprintendenza
l’Accordo Operativo del marzo 2022 per Noto Antica
stipulato col Comune, con l’Università di Napoli e con l’I.S.V.N.A.,
che aveva rinnovato per il quinquennio 2023-2027
il precedente Accordo del 2017
Cari Consoci,
mai avremmo pensato di doverVi dare una simile notizia, ma è purtroppo giunto il momento in cui ritengo strettamente doveroso darVi conto di quanto accaduto e di come, con sacrificio personale, abbiamo ripetutamente cercato di evitare che accadesse.
Ricorderete, perché via via Vi abbiamo dato conto su alveria della nostra attività, che alla fine del 2015 ci rivolgemmo alla nuova Soprintendente, prof.ssa Rosalba Panvini, per chiederle un qualche intervento per Noto Antica e il 1° febbraio 2016 l’accompagnai a visitare il Monte Alveria, che non conosceva. Ne rimase affascinata: nacque subito una sincera amicizia: mi diede il n° di cellulare e mi promise che presto mi avrebbe dato notizia di un’iniziativa che aveva in mente.
Mantenne la promessa, comunicandomi dopo l’estate che stava redigendo la bozza di un Accordo Operativo per Noto Antica, che avrebbe visto unirsi la Soprintendenza, il Comune di Noto, le Università di Napoli e Catania e l’I.S.V.N.A., del cui serio impegno culturale si era resa conto.
Con grande risalto, l’Accordo venne sottoscritto a Noto il 1° febbraio 2017, e già in ottobre si poté svolgere sull’Alveria la prima campagna di scavo–scuola dei giovani laureandi di Napoli, diretti dalla prof.ssa Bianca Ferrara, regolarmente proseguita nel 2028 e 2019. Dopo il trasferimento a Catania della prof. Panvini, rapporti ugualmente cordiali e fattivi vennero continuati con la nuova Soprintendente arch, Donatella Irene Aprile e con la Responsabile del Servizio Archeologico, dott.ssa Maria Musumeci (poi divenuta nostra Socia).
Ma la pandemia del COVID interruppe nel 2020 l’attuazione del progetto, e frattanto all’arch. Aprile era subentrato come Soprintendente l’ing. Salvatore Martinez. Ma anche con lui, nel giugno 2021, vennero instaurati con l’I.S.V.N.A. buoni rapporti, tanto che assieme al Sindaco Bonfanti si andò a visitare gli scavi, ripresi quell’anno e anticipati appunto a giugno. Ferma rimase l’intenzione del Comune, anche col nuovo Sindaco Figura (eletto nell’ottobre 2021), di proseguire le attività di ricerca, tanto che il 24 marzo 2022 venne sottoscritto a Noto il rinnovo dell’Accordo Operativo per altri 5 anni (23-27), ma a fine estate, a causa della dichiarazione di dissesto del Comune, si dovette annullare la V Campagna, prevista per ottobre, per fortuna tenuta regolarmente nel settembre-ottobre 2023, quando, il 27 ottobre si recarono a visitarla, assieme a me, il Sindaco, il Soprintendente con la funzionaria dott. Ancona ed altri, ai quali subito dopo la prof. Ferrara fece visitare il sito prescelto per il 2024, nella zona ellenistica, riportando l’impressione (rivelatasi fallace) che la fruttuosa collaborazione sarebbe continuata.
Non fu così: e per tutti gli avvenimenti accaduti da quel giorno ad oggi Vi prego di leggere attentamente la completa cronistoria qui sotto riportata e di comunicarmi, se ritenere il Vostro giudizio su quanto non solo il nostro Istituto, ma la città di Noto e la prestigiosa Università di Napoli “Federico II” hanno dovuto subire.
Un comportamento inaccettabile, evidenziato (fin dalla primavera del 2024) da tattica costantemente dilatoria e numerosi insinceri impegni verbali, sempre disattesi.
Non vedremo più sull’Alveria la laboriosa e gioiosa équipe di giovani dell’Università di Napoli “Federico II”, che con sacrificio personale ed encomiabile impegno conduceva le ricerche dirette dalla prof. Ferrara, alla quale va la mia grande gratitudine per quanto operato.
Al Consiglio Direttivo proporrò di conferire alla ex Soprintendente di Siracusa, prof. Rosalba Panvini, che, onorando l’impegno con me assunto, il 1° febbraio 2017 realizzò il progetto di scavo-scuola per Noto Antica, la nomina a Socia onoraria.
A Voi Soci sparsi in tutta Italia, e ai cittadini di Noto,
che leggeranno queste righe, chiedo di dare
un sereno giudizio su quanto accaduto
Vi abbraccio idealmente tutti
Francesco Balsamo
CRONISTORIA DEI FATTI
molti dei quali risultanti da documenti, altri di diretta conoscenza
del Presidente (e del Sindaco)
27 ottobre 2023
In occasione della visita ai saggi della “Chiusa di Poliseo” (iniziati, previ accordi, il 25 settembre) il Soprintendente ing. Martinez e la dirigente Servizio Archeologico dott.ssa Ancona, su invito della prof. Ferrara, si recano, accompagnati dal Presidente, a visionare, nella zona del Gymnasium, l’area prescelta per lo scavo 2024, da qualche tempo individuata con drone, nella quale si evidenziano tracce riconducibili ad edificio semicircolare scavato nella roccia, ricoperte di pietrame affiorante (v. alveria, n° 5/2023). La Ancona mostra di condividere la scelta e promette alla prof. Ferrara che ad inizio del nuovo anno si sentiranno per recarsi insieme sul posto in marzo e concordare i particolari dello scavo.
2 marzo 2024
Incontrata la dott.ssa Ancona a Noto, nella sede del CUMO,. in occasione di una conferenza archeologica, il Presidente le chiede se si sono già sentite con la prof. Ferrara. Risposta: non ancora. Ma nulla avverrà in seguito.
24 giugno 2024
L’Università di Napoli, stante il grave ritardo, non essendo stato fissato l’incontro sull’Alveria, con nota ufficiale prot. n° 4534, sollecita il Soprintendente a provvedere urgentemente.
25 luglio 2024
Rispondendo dopo un mese – e dopo una serie di telefonate negate e di vane sollecitazioni con e-mail – a quella ufficiale del 24/6, il nuovo Soprintendente, ing. Lutri, dichiara di non poter concedere il permesso di eseguire il chiesto intervento nell’area del Gymnasium, perché consisterebbe “nella rimozione delle macerie dei crolli del devastante terremoto”. Non essendovi più tempo per chiarire l’equivoco incorso e/o proporre altra zona, la campagna di scavo 2024 salta (v. alveria, n° 4/2024). Il Presidente assicura alla prof. Ferrara (perché ne informi il suo Dipartimento) che per quella del 2025 si attiverà fin dagli inizi dell’anno, per chiedere una conferenza telematica delle parti per chiarire la reale situazione dei luoghi e giungere ad un accordo.
31 marzo 2025
Il Presidente, al fine di concordare subito le modalità della campagna di scavo prevista per settembre, si incontra col Sindaco che chiama subito il Soprintendente. Questi assicura che riferirà alla funzionaria competente, per organizzare la chiesta conferenza.
8 aprile 2025
Incontrati insieme il Sindaco e il Soprintendente nell’Aula Magna del Seminario, al termine della cerimonia di consegna da parte dei Carabinieri, di opere d’arte recuperate, il Presidente rivolge a quest’ultimo viva preghiera di fissare subito la chiesta conferenza telematica per definire la campagna di scavi di settembre, ricevendone precisa assicurazione in tal senso. Ma nulla avverrà.
15 aprile 2025
Il Presidente telefona al Soprintendente per ricordargli il suo impegno di convocazione telematica, ricevendo nuova promessa, cui nulla però seguirà.
17 maggio 2025
Stante l’ulteriore ingiustificato ritardo del Soprintendente, il Presidente (in occasione della telefonata di una Consocia residente ad Avola: è il sabato dell’Infiorata) le chiede se ha buoni rapporti col Soprintendente e, avuta di ciò assicurazione, la prega di chiamarlo per sollecitarlo a provvedere.
19 maggio 2025
La Socia comunica al Presidente di aver parlato col Soprintendente, che le ha promesso di chiamarlo “a giorni”, aggiungendo che comunque “occorre sciogliere alcuni nodi”. Ma non seguirà alcuna chiamata.
16 giugno 2025
Constatando, dopo un altro mese, il persistere della chiara tattica dilatoria del Soprintendente, il Presidente invia a lui e al Sindaco una e-mail di ferma protesta, chiedendo al Sindaco di concordare con i partners, con la massima sollecitudine, l’incontro da remoto, anche in orario non lavorativo (primo pomeriggio, o tarda serata), come il Soprintendente, nel colloquio telefonico del 15 aprile, gli aveva detto per lui preferibile.
18 giugno 2025
Alle 9,37 il Presidente telefona al Soprintendente, che dice di aver letto l’e-mail, ma con toni ora non molto garbati lo interrompe dicendogli che “ spetta a lui e non al Comune decidere, e comunque promette che – se il Sindaco lo chiamerà – fisserà un incontro in presenza a Siracusa. Il Presidente telefona quindi al Sindaco, che l’indomani lo chiama e con lui concorda l’incontro per “la prossima settimana”. In realtà l’incontro (in presenza) verrà fissato solo per il 3 luglio, e ulteriormente rinviato (per asserito impedimento) al 7.
30 giugno 2025
In previsione dell’incontro, la prof. Ferrara invia ai partners nota ufficiale dell’Università “Federico II”, con la quale dichiara che – avendo constatato l’indisponibilità della Soprintendenza a consentire l’esplorazione archeologica nell’area del Ginnasio, e desiderando continuare nel rapporto di collaborazione scientifica che ha già dato risultati di rilievo, si atterrà alle indicazioni contenute a p. 2 della nota prot. 5419 del 25/7/24.
Non solo quindi non sceglierà per la imminente campagna di scavo-scuola alcuna zona “coinvolta dai crolli del terremoto del 1693”, ma preferirà continuare i saggi in quella stessa area periferica del Monte Alveria, detta “chiusa di Poliseo” (concordata nel 2017 con la Soprintendente Panvini, e approvata dai successori, dott.ssa Aprile e ing. Martinez), nella quale si erano svolte tutte le campagne precedenti. Conclude quindi di aver superato ogni perplessità della Soprintendenza.
7 luglio 2025
Alle 11,40 si svolge finalmente a Siracusa l’incontro, al quale partecipano il Sindaco, il Presidente, il Soprintendente e la dott.ssa Ancora. Il Presidente chiarisce subito che “il pietrame” della zona del Ginnasio nulla ha a che vedere con i crolli del terremoto, e loda la decisione della prof. Ferrara di continuare nella zona concordata fin dal 2018, chiedendo quindi che di ciò si rediga verbale di accordo.
Ma la Ancona, incredibilmente sostiene che l’Accordo del 2022 non va bene, che bisogna redigerne un altro, promettendo di inviarlo “entro un mese”, A nulla valgono le insistenze del Presidente che facendo presente la concreta impossibilità di tale proposta, chiede di attuare quest’anno l’Accordo vigente, e rinviare semmai al 2026 l’ipotesi di nuova formulazione. La tempestosa riunione (nella quale il Soprintendente ha lasciato parlare solo la Ancona) si conclude quindi senza verbale e ovviamente nessun testo di ipotetico nuovo Accordo perverrà ai partiners fino a tutto agosto.
Cancellata quindi, in violazione di un contratto valido fino al 2027, e già in parte attuato, anche la campagna-scavi del 2025, che avrebbe dovuto avere inizio il 2 settembre.